Tecnologie e progettazione diagnostica
TAC o risonanza magnetica? Differenze, usi e obblighi
TAC e RM non sono esami concorrenti né intercambiabili: rispondono a domande diverse. Vediamo come funzionano, quando vengono generalmente scelte e che cosa prevede davvero la normativa italiana sulla presenza di una TC accanto a una RM total body.

TAC e risonanza magnetica permettono entrambe di osservare l’interno del corpo, spesso con immagini in sezione e ricostruzioni tridimensionali. Da fuori le apparecchiature possono persino sembrare simili. Il modo in cui producono l’immagine, i tessuti che rappresentano meglio, i tempi, le precauzioni e le infrastrutture necessarie sono però profondamente diversi.
La domanda corretta non è quindi «qual è la macchina migliore?», ma quale metodica risponde meglio a quella specifica domanda clinica, in quella persona e in quel momento. In urgenza può essere decisiva la rapidità della TAC; in altri casi la risonanza magnetica può offrire un contrasto dei tessuti molli molto più informativo. Talvolta un esame esclude la necessità dell’altro, mentre in percorsi più complessi i due risultati sono complementari.
C’è poi una domanda diversa, particolarmente importante per chi progetta o amplia un centro diagnostico: in Italia è obbligatorio avere una TAC se si installa una risonanza magnetica total body? La risposta breve è che la presenza della TC costituisce il requisito nazionale ordinario per le RM non settoriali fino a 4 tesla, ma la normativa consente alle Regioni di disciplinare una deroga basata sull’integrazione con strutture vicine. Non equivale quindi sempre all’obbligo di acquistare e possedere una TAC nello stesso centro.
TAC e TC sono la stessa cosa?
Nel linguaggio comune si usa ancora molto TAC, abbreviazione storica di Tomografia Assiale Computerizzata. Oggi il termine tecnico più preciso è TC, Tomografia Computerizzata, perché i sistemi moderni acquisiscono volumi con modalità che non sono limitate al solo piano assiale.
In questo articolo useremo TAC e TC come sinonimi, privilegiando TC quando parliamo dell’apparecchiatura o della normativa. Allo stesso modo, useremo RM per risonanza magnetica e MRI quando compare nella documentazione internazionale.
TAC e risonanza magnetica: due principi fisici diversi
| Aspetto | TC / TAC | Risonanza magnetica |
|---|---|---|
| Energia impiegata | Raggi X | Campo magnetico statico, gradienti e radiofrequenza |
| Radiazioni ionizzanti | Sì | No |
| Formazione dell’immagine | Molte proiezioni radiografiche vengono elaborate in sezioni e volumi | Il sistema rileva segnali prodotti dai nuclei, soprattutto dell’idrogeno, dopo impulsi di radiofrequenza |
| Punti di forza frequenti | Rapidità, polmone, osso, calcificazioni, trauma e sanguinamento acuto | Contrasto dei tessuti molli, sistema nervoso, articolazioni, muscoli e molte caratterizzazioni d’organo |
| Sensibilità al movimento | Generalmente minore grazie all’acquisizione rapida | Generalmente maggiore, perché molte sequenze richiedono immobilità e collaborazione |
| Principali precauzioni | Giustificazione e ottimizzazione della dose; eventuale contrasto iodato | Screening di persone, impianti e oggetti; rumore, riscaldamento ed eventuale contrasto al gadolinio |
Questa tabella descrive tendenze generali, non prescrive un esame. Tecnologie, protocolli e applicazioni evolvono e la scelta finale dipende sempre dal quesito clinico.
Come produce le immagini una TAC
Nella TC un tubo radiogeno ruota attorno al paziente ed emette raggi X. I rivelatori misurano come il fascio viene attenuato attraversando i diversi tessuti; il computer elabora numerose proiezioni e ricostruisce sezioni, piani differenti e volumi tridimensionali.
La descrizione della TC del National Institute of Biomedical Imaging and Bioengineering chiarisce proprio questo passaggio: non si tratta di una singola radiografia, ma di molte informazioni acquisite attorno al corpo e ricostruite matematicamente.
La velocità è uno dei grandi vantaggi della metodica. In molte applicazioni l’acquisizione dura pochi secondi, caratteristica importante quando il paziente non riesce a restare immobile, quando il respiro deve essere trattenuto per poco tempo o quando una situazione urgente richiede una risposta rapida.
Come produce le immagini una risonanza magnetica
La RM non utilizza raggi X. Un campo magnetico intenso orienta parte dei nuclei di idrogeno presenti nei tessuti; impulsi di radiofrequenza ne modificano temporaneamente lo stato e i gradienti consentono di localizzare il segnale. Quando i nuclei tornano verso l’equilibrio, il sistema rileva informazioni che variano in funzione del tessuto e della sequenza utilizzata.
Il risultato non è una “fotografia magnetica”. È la ricostruzione di segnali fisici che possono essere pesati in molti modi diversi. Questa flessibilità spiega perché la RM distingua spesso con grande dettaglio acqua, grasso, muscoli, legamenti, sostanza bianca e grigia, midollo e altre strutture molli. Il NIBIB descrive il principio della risonanza magnetica e le sue principali applicazioni.
Radiazioni ionizzanti contro campo magnetico
La differenza più conosciuta è corretta: la TC impiega radiazioni ionizzanti, la RM no. Da sola, però, questa frase non basta per stabilire quale esame sia più appropriato o più sicuro in un caso concreto.
La TAC usa radiazioni ionizzanti
I raggi X possiedono energia sufficiente a ionizzare la materia. L’esposizione medica deve quindi essere giustificata dal beneficio diagnostico e ottimizzata: si acquisiscono le informazioni necessarie con una dose ragionevolmente più bassa, compatibile con la qualità richiesta.
In Italia questi principi sono fissati dal decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101. Gli articoli 157 e 158 vietano l’esposizione non giustificata e richiedono che la dose venga mantenuta al livello più basso ragionevolmente ottenibile senza perdere l’informazione diagnostica necessaria.
La dose di una TC non è un numero unico: cambia con distretto, protocollo, estensione, fasi di acquisizione, corporatura, età e tecnologia. Per questo confrontare esami soltanto sulla parola “TAC” è poco significativo. Un protocollo mirato e ottimizzato non equivale a una scansione estesa o multifasica.
La presenza di radiazioni non rende la TC un esame da evitare quando è indicato. La FDA ricorda che il beneficio di un esame radiologico appropriato generalmente supera il piccolo rischio radiologico. Il punto è evitare esposizioni inutili, duplicazioni e protocolli non adeguati, non rinunciare all’informazione che può modificare diagnosi o trattamento.
La risonanza non usa radiazioni ionizzanti, ma richiede sicurezza
Dire che la RM “non emette radiazioni” è una semplificazione: più precisamente, non usa radiazioni ionizzanti. Utilizza un campo magnetico statico, campi di gradiente variabili e radiofrequenza. Questi elementi non producono lo stesso rischio radiologico dei raggi X, ma introducono precauzioni specifiche.
Il campo può attrarre oggetti ferromagnetici; dispositivi e impianti possono subire forze, riscaldamento o malfunzionamenti; i gradienti producono rumore intenso e possono causare stimolazioni; la radiofrequenza deposita energia nei tessuti. Per questo persone, barelle, bombole, accessori e dispositivi devono essere sottoposti a screening prima dell’ingresso nelle aree controllate.
Un impianto non esclude automaticamente la RM. Occorre identificarne produttore, modello e condizioni d’uso: un dispositivo MR Conditional può essere utilizzato soltanto rispettando tutte le condizioni dichiarate. Un oggetto o dispositivo di compatibilità ignota non deve essere considerato automaticamente idoneo. La FDA riassume benefici e rischi specifici della RM.
Quando si tende a scegliere la TAC
La TC viene spesso scelta quando la rapidità e la rappresentazione di determinate strutture sono prioritarie. Esempi frequenti comprendono:
- valutazione iniziale di molti traumi importanti;
- ricerca di sanguinamento acuto, secondo il distretto e il quadro clinico;
- studio di polmoni e torace;
- fratture complesse, corticali ossee e calcificazioni;
- calcoli in specifici apparati;
- valutazione rapida di torace, addome e pelvi in numerose condizioni acute;
- angio-TC di vasi e aorta quando indicata;
- pianificazione o guida di determinate procedure.
La TC può coprire rapidamente ampie regioni del corpo e tollera meglio alcuni movimenti. È inoltre spesso più semplice da gestire nei pazienti con dispositivi di cui non sia stata ancora accertata la compatibilità RM. Questo non significa che sia automaticamente la prima scelta per ogni dolore, trauma o sospetto diagnostico.
Quando si tende a scegliere la risonanza magnetica
La RM viene spesso preferita quando è determinante il contrasto fra tessuti molli o servono sequenze capaci di descrivere aspetti diversi dello stesso tessuto. Applicazioni frequenti comprendono:
- cervello, midollo spinale e nervi;
- menischi, cartilagine, legamenti, tendini e muscoli;
- midollo osseo e molte patologie articolari;
- caratterizzazione di specifiche alterazioni di fegato, pancreas, vie biliari, pelvi e altri organi;
- studio specialistico di cuore e vasi;
- valutazioni oncologiche o funzionali in cui le sequenze RM aggiungono informazioni;
- controlli ripetuti quando la RM è clinicamente idonea e si vuole evitare una nuova esposizione ionizzante.
La RM richiede normalmente più tempo e risente maggiormente del movimento. Claustrofobia, dolore, difficoltà respiratoria o incapacità di mantenere la posizione possono influenzare la fattibilità e la qualità. In alcuni pazienti può rendersi necessaria una gestione aggiuntiva, che ha rischi e risorse proprie.
TAC o RM: esempi di scelta per area clinica
| Scenario generale | Perché può essere scelta la TC | Perché può essere scelta la RM |
|---|---|---|
| Trauma e urgenza | Risposta rapida, ampia copertura, osso, torace e ricerca di sanguinamento | Approfondimento di midollo, legamenti, tessuti molli o lesioni non chiarite, se tempi e stabilità lo consentono |
| Encefalo | Spesso prima valutazione urgente, soprattutto per escludere alcune emorragie | Maggiore dettaglio per molte alterazioni del tessuto cerebrale, ischemia in specifici contesti e follow-up selezionati |
| Colonna | Osso e trauma vertebrale | Midollo, dischi, radici, legamenti e tessuti molli |
| Torace e polmone | Metodica di riferimento per molte valutazioni del parenchima polmonare | Applicazioni selezionate per mediastino, cuore, vasi o quesiti specifici |
| Ossa e articolazioni | Fratture complesse, corticali e calcificazioni | Midollo osseo, cartilagine, menischi, legamenti, tendini e muscoli |
| Addome e pelvi | Rapidità e ampia panoramica, soprattutto in molte condizioni acute | Caratterizzazione tissutale e protocolli specialistici per organi e pelvi |
| Vasi | Angio-TC rapida e ad alta risoluzione spaziale in molte applicazioni | Angio-RM e studio funzionale in casi selezionati, talvolta anche senza contrasto |
| Oncologia | Stadiazione e controlli di numerose patologie | Caratterizzazione e stadiazione locale di determinati organi e tumori |
Sono esempi orientativi. Il medico prescrivente e il radiologo scelgono la metodica in base a linee guida, sintomi, urgenza, età, esami precedenti, controindicazioni e disponibilità. Lo stesso distretto può richiedere protocolli differenti e, in alcuni percorsi, entrambe le metodiche.
Mezzo di contrasto: iodio nella TAC e gadolinio nella RM
Né la TC né la RM richiedono sempre un mezzo di contrasto. Quando è necessario, nella TC si impiegano generalmente mezzi iodati; nella RM si usano normalmente agenti a base di gadolinio. Non sono intercambiabili e hanno indicazioni e precauzioni differenti.
La valutazione considera il quesito clinico, la funzione renale, precedenti reazioni, farmaci e condizioni individuali. Per i mezzi iodati possono essere rilevanti anche specifiche condizioni tiroidee; per i mezzi a base di gadolinio la tipologia dell’agente e una grave compromissione renale richiedono particolare attenzione. “Senza radiazioni” non significa quindi automaticamente “senza contrasto” o “senza rischio”.
Il paziente dovrebbe segnalare sempre precedenti reazioni, malattie renali, possibile gravidanza e documentazione relativa a impianti o dispositivi. La decisione sull’impiego del contrasto spetta ai professionisti responsabili dell’esame.
Bambini, gravidanza e dispositivi impiantati
Nei bambini la maggiore sensibilità alle radiazioni e la lunga aspettativa di vita rendono particolarmente importante ottimizzare la TC e considerare metodiche alternative quando rispondono allo stesso quesito. La RM evita radiazioni ionizzanti, ma i bambini più piccoli possono avere difficoltà a restare immobili e talvolta richiedere sedazione o anestesia: anche questo entra nella valutazione complessiva.
In caso di gravidanza possibile o accertata, la struttura deve esserne informata prima dell’esame. Una TC può comunque essere eseguita quando il beneficio clinico la rende necessaria, adottando la giustificazione e l’ottimizzazione previste. Anche per la RM, pur in assenza di radiazioni ionizzanti, indicazione, periodo gestazionale e possibile contrasto richiedono valutazione medica.
Pacemaker, neurostimolatori, impianti cocleari, pompe, clip, protesi e altri dispositivi non vanno descritti genericamente come “compatibili con la risonanza”. Serve la loro identificazione esatta e il confronto con le condizioni dichiarate dal fabbricante.
“RM total body” non significa necessariamente “esame di tutto il corpo”
Nel linguaggio delle apparecchiature, RM total body identifica un sistema non limitato a un piccolo distretto, capace di esaminare più regioni corporee con bobine e protocolli appropriati. Non significa che ogni paziente venga sottoposto a una singola scansione dalla testa ai piedi.
Un esame whole-body o total-body è invece un protocollo clinico specifico, con indicazioni, limiti e tempi propri. Il fatto che il tomografo sia “total body” descrive la classe e la versatilità del sistema, non giustifica uno screening generalizzato né sostituisce gli esami mirati.
Questa distinzione è importante anche nella normativa: il requisito sulle ulteriori dotazioni riguarda le apparecchiature RM non settoriali, non il fatto che su un singolo paziente venga eseguito o meno un esame di tutto il corpo.
È obbligatorio avere una TAC se si installa una RM total body?
La risposta breve
Per le installazioni cliniche italiane di RM non settoriali con campo statico non superiore a 4 T, la TC è parte della dotazione strumentale ordinariamente richiesta presso la struttura sanitaria autorizzata. Tuttavia, la norma nazionale permette alla singola Regione di derogare dalla presenza della TC quando sia prevista e regolamentata un’integrazione con strutture vicine di diagnostica per immagini.
Quindi:
- non è corretto dire che chiunque compri una RM debba sempre comprare anche una TAC;
- non è corretto nemmeno dire che la TAC non sia un requisito;
- occorre verificare prima dell’investimento come la Regione competente ha recepito e regolamentato la dotazione o l’eventuale deroga.
Che cosa dice il DM 14 gennaio 2021
La lettera A dell’allegato al DM 14 gennaio 2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale stabilisce che l’installazione di apparecchiature RM, escluse quelle settoriali, è consentita presso strutture pubbliche o private autorizzate secondo i requisiti regionali e dotate di:
- un’apparecchiatura di tomografia computerizzata;
- un’apparecchiatura di radiologia convenzionale;
- un ecografo.
Subito dopo, lo stesso allegato consente alle Regioni di derogare dalla necessità della presenza della TC se viene prevista e regolamentata un’integrazione con strutture viciniori di diagnostica per immagini.
La deroga non è automatica e non nasce da un semplice accordo informale. Distanza, gestione efficace del paziente, documentazione, autorizzazioni e forma del collegamento dipendono dagli atti regionali applicabili. Alcune Regioni possono fissare condizioni più specifiche o più restrittive per determinati campi magnetici e tipologie di struttura.
“Avere una TAC” non significa necessariamente esserne proprietari
Il decreto parla di struttura dotata di apparecchiature e di requisiti autorizzativi; non trasforma la proprietà civilistica del bene nel solo criterio da verificare. Non utilizza neppure la formula “nello stesso edificio”: il perimetro concreto della struttura è quello riconosciuto nel procedimento autorizzativo. Acquisto, leasing, noleggio, service o altra disponibilità non possono però essere considerati equivalenti in astratto: titolo, ubicazione, autorizzazione all’esercizio e continuità della disponibilità devono essere compatibili con la disciplina regionale.
In presenza di deroga, il punto non è chi possieda la TC, ma se l’integrazione con la struttura vicina sia espressamente ammessa, regolamentata, formalizzata e idonea alla gestione del paziente.
Il requisito non obbliga ogni paziente RM a fare anche una TAC
Dotazione tecnologica e appropriatezza clinica sono due piani diversi. La presenza di una TC nel centro, o il collegamento con un altro centro, non significa che prima o dopo ogni RM debba essere eseguita una TAC. Ogni esposizione ionizzante deve avere una propria giustificazione clinica.
Il requisito organizzativo riconosce che le metodiche sono complementari e che un centro di diagnostica per immagini deve poter gestire quesiti, controindicazioni e percorsi che la sola RM non copre. Non crea una sequenza obbligatoria di esami sul paziente.
Le RM settoriali sono un caso differente
Il DM 14 gennaio 2021 definisce una categoria di RM settoriali di nuova generazione non soggette alla medesima autorizzazione quando ricorrono congiuntamente le condizioni previste, fra cui campo non superiore a 0,5 T, magnete non superconduttore e destinazioni d’uso indicate dal decreto.
Non basta però che il marketing definisca una macchina “aperta” o “dedicata” per farla rientrare automaticamente nell’eccezione. Configurazione, campo, tecnologia e destinazione d’uso vanno confrontati con il testo normativo e con le regole regionali.
Perché una struttura può aver bisogno di entrambe
TC e RM non rappresentano un doppione. Offrono informazioni differenti e rispondono a vincoli differenti:
- la TC può gestire rapidamente urgenze, polmone, osso e numerosi percorsi vascolari o addominali;
- la RM approfondisce tessuti molli, sistema nervoso, articolazioni e molte caratterizzazioni avanzate;
- una controindicazione RM può rendere necessaria una metodica alternativa;
- una prima metodica può individuare un problema che la seconda caratterizza meglio;
- disponibilità, tempi e condizioni del paziente possono modificare il percorso.
Per una struttura sanitaria, la complementarità incide su bacino d’utenza, personale, refertazione, continuità operativa e sostenibilità dell’investimento. Installare una RM non è soltanto scegliere tesla, bore e gradienti: significa inserirla in un centro diagnostico autorizzato e organizzato.
Che cosa verificare prima di acquistare o installare una RM
Prima di impegnare il budget o definire il layout, è prudente verificare almeno:
- la classificazione esatta dell’apparecchiatura: settoriale, non settoriale, fissa o mobile;
- l’intensità del campo magnetico e il relativo percorso autorizzativo;
- la programmazione sanitaria e i requisiti della Regione competente;
- le autorizzazioni già possedute dalla struttura per la diagnostica per immagini;
- la presenza e l’autorizzazione di TC, radiologia convenzionale ed ecografo;
- l’eventuale disponibilità regionale di una deroga per la TC e le condizioni del collegamento;
- locali, percorsi, schermature, impianti, zone controllate e gestione delle emergenze;
- personale, responsabili della sicurezza, controlli di qualità e modello organizzativo;
- costi di installazione, manutenzione, energia, criogenia e continuità del servizio;
- documentazione da presentare prima e dopo l’installazione.
Il Ministero della Salute riepiloga il quadro autorizzativo delle apparecchiature RM e ricorda il ruolo delle Regioni e Province autonome per le apparecchiature fino a 4 T. Una verifica preliminare con l’autorità competente evita di progettare un sito tecnicamente valido ma non coerente con il percorso autorizzativo locale.
Falsi miti su TAC e risonanza magnetica
“La risonanza è sempre migliore della TAC”
No. Offre spesso più contrasto nei tessuti molli, ma può essere meno adatta al polmone, alle calcificazioni, a molte urgenze o a pazienti che non possono restare immobili. “Più dettaglio” ha senso soltanto rispetto a un preciso tessuto e quesito.
“La TAC è pericolosa perché usa radiazioni”
Una TC non giustificata è un’esposizione da evitare; una TC clinicamente appropriata e ottimizzata può fornire un beneficio molto maggiore del rischio radiologico. Il rischio non va né negato né trasformato in allarmismo.
“La RM è priva di rischi”
Non usa radiazioni ionizzanti, ma campo magnetico, gradienti, radiofrequenza, dispositivi, oggetti ferromagnetici e mezzo di contrasto richiedono procedure e competenze specifiche.
“Se il centro deve avere una TAC, ogni paziente deve fare entrambi gli esami”
No. Il requisito riguarda la dotazione e l’autorizzazione della struttura. L’indicazione clinica di ogni esame resta individuale.
“Total body significa fare sempre una scansione dalla testa ai piedi”
No. Nel contesto dell’apparecchiatura significa che il sistema non è limitato a un piccolo distretto. Un esame whole-body è un protocollo distinto e deve avere una propria indicazione.
Domande frequenti su TAC e risonanza magnetica
Quale esame è più preciso, TAC o RM?
Dipende da ciò che si deve osservare. La TC può essere più informativa per polmone, osso, calcificazioni e molte urgenze; la RM può esserlo per cervello, midollo, articolazioni e altri tessuti molli.
La risonanza magnetica emette radiazioni?
Non utilizza radiazioni ionizzanti. Impiega però campi magnetici e radiofrequenza e richiede controlli di sicurezza specifici.
Quante radiazioni emette una TAC?
Non esiste un valore unico. La dose dipende da distretto, protocollo, estensione, fasi, paziente e tecnologia. Il dato va riferito allo specifico esame.
Si possono fare TAC e risonanza nello stesso percorso?
Sì, se ciascuna risponde a una domanda clinica giustificata. In alcuni casi sono alternative; in altri forniscono informazioni complementari.
Chi ha un pacemaker può fare una risonanza?
Dipende dal sistema impiantato e dalle condizioni dichiarate. Serve identificazione esatta del dispositivo e valutazione secondo il percorso previsto dalla struttura; non basta sapere genericamente che è “recente”.
Per aprire una RM total body bisogna comprare una TAC?
La TC è la dotazione ordinariamente richiesta dal DM 14 gennaio 2021 per una RM non settoriale fino a 4 T. Una Regione può però disciplinare una deroga quando esiste un’integrazione regolamentata con una struttura vicina. Acquisto e proprietà non sono quindi l’unico possibile inquadramento, ma la verifica regionale preventiva è indispensabile.
La deroga nazionale vale automaticamente in tutta Italia?
No. Il decreto attribuisce alle Regioni la possibilità di derogare: occorre controllare se e come la Regione competente l’abbia regolamentata e quali documenti richieda.
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Avvertenza sulle informazioni mediche e legali
Informazioni normative: questa sintesi ha finalità esclusivamente divulgativa, è aggiornata al 7 settembre 2026 e non costituisce un parere legale o autorizzativo né un’interpretazione vincolante della normativa. Norme e atti amministrativi possono cambiare: occorre sempre verificarne la versione vigente alla data del progetto. L’articolo non attesta la conformità di un singolo sito, non sostituisce il provvedimento autorizzativo e non conferma l’applicabilità di una deroga regionale. Requisiti e procedure dipendono anche dalla Regione, dalla configurazione della struttura, dalla classificazione della RM come settoriale o non settoriale, fissa o mobile, dall’intensità di campo e dagli atti applicabili. Prima di acquistare, installare o mettere in esercizio clinico una RM o una TC, il caso concreto deve essere verificato con professionisti qualificati e con l’autorità o le autorità individuate dalla normativa nazionale e regionale vigente.
Informazioni sanitarie: i contenuti clinici dell’articolo non sostituiscono la prescrizione o la valutazione del medico. L’esame appropriato deve essere scelto dai professionisti sanitari in base alla specifica domanda clinica e alle condizioni della persona.
Fonti principali
- Gazzetta Ufficiale — DM 14 gennaio 2021, allegato sugli standard RM
- Ministero della Salute — apparecchiature RM ad alto campo
- Gazzetta Ufficiale — decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101
- NIH/NIBIB — Computed Tomography
- NIH/NIBIB — Magnetic Resonance Imaging
- FDA — Medical X-ray Imaging
- FDA — MRI Benefits and Risks